Ad accoglierti c'è Patrizia, che ti accompagna nel tuo cammino di fede. Accanto a lei gli avvocati Federica e Fabrizio Marciano di Scala, della Rota Romana. Insieme, in una consulenza riservata, ti aiutano a ritrovare con serenità la tua strada.
Online o in presenza
Una domanda sul proprio matrimonio tocca prima di tutto la fede e la vita, e poi il diritto. Per questo, in consulenza, sei accompagnata su entrambi i piani: da Patrizia per il cammino di fede e da uno degli avvocati Marciano di Scala per la parte giuridica.
Accompagnamento spirituale · Insegnante di religione · Laureanda in Scienze Religiose
Insegna religione e ogni giorno spiega la Parola con «Sposta lo sguardo», la sua community di fede. Accompagna spiritualmente le persone nel loro cammino di fede. È autrice di C.O.M.E. e di Io abito in cielo.
Avvocati Rotali
Un breve questionario riservato, per arrivare alla consulenza già preparati.
Entro alcuni giorni ti scriviamo per fissare il giorno che preferisci, online o in presenza.
Insieme capiamo quali strade hai davanti, sul piano della fede e su quello giuridico.
«Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito.»Salmo 34
Le mie prime domande
«Non devi sapere già cosa chiedere: chiedi!»
Sì. Qualunque sia la tua situazione, anche se sei divorziato/a civilmente o hai una nuova unione, puoi chiedere informazioni. Informarsi non impegna a nulla: è il modo per capire se e come procedere.
Dipende dalla situazione. Chi è separato o divorziato e non ha una nuova unione può accostarsi ai sacramenti, previa la Confessione. Per chi vive una nuova unione il discorso è diverso e va affrontato con un sacerdote, in un cammino di discernimento; l'eventuale dichiarazione di nullità può cambiare il quadro. In ogni caso, nessuno è escluso dall'amore di Dio e dall'accompagnamento della Chiesa.
Da un primo colloquio di ascolto, in cui racconti la tua storia senza dover sapere già cosa chiedere. Insieme si capisce se ci sono elementi per presentare la domanda al Tribunale ecclesiastico; solo allora si decide se e come procedere.
La separazione e il divorzio sono atti civili: la prima sospende la vita in comune, il secondo scioglie gli effetti civili del matrimonio. La nullità riguarda la Chiesa: il Tribunale ecclesiastico accerta se il matrimonio, fin dal giorno delle nozze, era valido. Per questo non si dice «annullamento»: la Chiesa non annulla un matrimonio valido, può dichiararlo nullo dall'origine.
No. Tanti matrimoni validi finiscono, e la fine non dimostra la nullità. Il Tribunale non guarda a come è andata a finire, ma a ciò che c'era, o mancava, nel momento in cui è stato celebrato.
Si può. Gli anni trascorsi non impediscono di chiedere la dichiarazione di nullità, e la presenza di figli non è un ostacolo. I figli restano figli a tutti gli effetti: la nullità non toglie nulla al loro posto nella famiglia.
Non trovi la tua domanda?
Raccontaci la tua situazioneSi approfondisce la storia della coppia: come vi siete conosciuti, il fidanzamento, la maturità e le intenzioni di ciascuno, la scelta di fedeltà, di indissolubilità e di apertura ai figli, il contesto familiare. Contano molto gli anni prima delle nozze e il giorno del consenso, perché la validità si valuta lì; ciò che accade durante il matrimonio aiuta a capire quel che c'era all'inizio.
No. La domanda può essere presentata da uno solo dei due. L'altro viene informato e può partecipare al processo, ma il suo consenso non è necessario e il percorso non si ferma se sceglie di non rispondere.
Al Tribunale ecclesiastico, cioè ai giudici della Chiesa. Decidono loro, non chi ti accompagna nella consulenza: il nostro compito è aiutarti a mettere in ordine la tua storia e a presentarla con chiarezza.
La fine di un matrimonio è una ferita, non una condanna: Dio non misura il tuo valore da ciò che si è rotto e ti accompagna anche adesso. Chiedere la nullità non è un allontanamento dalla fede: è la Chiesa stessa a offrire questo percorso, per cercare con verità e rispetto la luce sulla propria storia. È un gesto di fiducia nella Chiesa.
Sì, se il matrimonio era concordatario: con il procedimento di delibazione davanti alla Corte d'Appello la sentenza ecclesiastica può avere efficacia anche civile.
Dal 2015, con la riforma voluta da Papa Francesco, i processi sono più snelli, ed esiste anche un processo più breve per i casi più evidenti.
Sì, la prima consulenza si può fare comodamente online, oppure in presenza.
Ai sensi degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)
I tuoi dati sono trattati da Patrizia Liuzzi, per l'accompagnamento spirituale, e dallo Studio Legale Marciano di Scala, per la consulenza giuridica, ciascuno per la propria parte. Per esercitare i tuoi diritti puoi scrivere a info@patrizialiuzzi.it.
Quelli che inserisci nel modulo: nome, email, tema di cui desideri parlare, anni di matrimonio, situazione attuale, modalità di consulenza preferita e quanto scegli di raccontarci liberamente. Alcune di queste informazioni riguardano la vita familiare e le convinzioni religiose e sono «categorie particolari di dati» (art. 9 GDPR). Scrivi solo ciò che desideri condividere: nessun campo oltre nome ed email è obbligatorio.
Li usiamo soltanto per rispondere alla tua richiesta, fissare la prima consulenza e prepararla. La base è il tuo consenso esplicito, che dai spuntando la casella del modulo, e le misure precontrattuali che richiedi tu. Non usiamo i dati per invii pubblicitari e non li cediamo a nessuno.
Solo le persone che seguono la tua richiesta: Patrizia Liuzzi e i professionisti dello Studio Legale Marciano di Scala, tenuti alla riservatezza e al segreto professionale. Possono accedervi, solo per ciò che serve, anche i fornitori tecnici che gestiscono sito ed email, nominati responsabili del trattamento. I dati non vengono diffusi né trasferiti fuori dallo Spazio economico europeo.
Se non prosegui con la consulenza, li cancelliamo entro 12 mesi dalla richiesta. Se la consulenza prosegue, li conserviamo per il tempo necessario e secondo gli obblighi di legge e di deontologia professionale.
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